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I sottomarini svedesi A26 si potenziano ulteriormente

I sottomarini svedesi A26 sono unità su cui la Marina svedese punta molto. Non tutto il male viene per nuocere: i ritardi nelle consegne hanno permesso il potenziamento di questi battelli e nutrito le ambizioni della Svezia

Categorie Navi Militari · News

La storia dei sottomarini svedesi A26 inizia nel 2014, quando l’impresa Saab acquisisce il costruttore navale Kockums, all’epoca facente parte dalla tedesca ThyssenKrupp Marine Systems. Da allora i battelli hanno subito modifiche e potenziamenti che li hanno resi fondamentali per la difesa della Svezia.

La storia dei sottomarini svedesi A26

La posa della chiglia del primo battello risale a fine giugno 2022 ed ha avuto luogo appunto nel cantiere navale Saab di Karlskrona, nel sud della Svezia. Nel mese di agosto 2021 arriva l’annuncio riguardo un ritardo di consegna. Il relativamente breve ritardo (si slitta dal 2024 al 2025 per il primo battello mentre dal 2027 al 2028 per il secondo) si dimostra fondamentale per i sottomarini svedesi A26.

In quel lasso di tempo, il cantiere Kockums e la Swedish Defence Materiel Administration (FMV) hanno avuto l’opportunità di introdurre nuove capacità a bordo dei sottomarini svedesi A26. Una volta acquisita Kockum, la Svezia ha iniziato a spingere nella produzione di sottomarini puntando particolarmente su quelli di ultima generazione. Parallelamente la Marina militare svedese richiedeva nuove unità in grado di garantire la sicurezza nell’area euro-atlantica che ogni giorno diveniva più insicura. I sottomarini svedesi A26 erano ciò di cui aveva bisogno la Svenska marinen.

Per i tre SSK di classe Gotland ancora in servizio era prevista la sostituzione entro la fine del 2030. Il capo della Marina svedese chiese cinque nuove unità affinché quelle dismissioni non influissero pesantemente sulla forza armata. Con le variazioni sulla legge riguardo la Difesa svedese, il contrammiraglio Ewa Skoog Haslum ha già fatto sapere di voler procedere con la richiesta di un ulteriore sottomarino.

I sottomarini svedesi A26 sono solo l’inizio

Kockums e FMV hanno colto l’occasione per introdurre nuove funzionalità nel progetto dell’A26. I principali miglioramenti introdotti riguardano la firma del sottomarino e l’armamento. L’obiettivo, oltre alla produzione in sé dei sottomarini svedesi A26, è quello di incrementare la produzione di sottomarini di ultima generazione in generale. Fin da subito si è investito molto e con continuità per realizzare un cantiere moderno e competitivo.

Tra le migliorie all’armamento troviamo l’integrazione del siluro leggero Tp 47 che accompagna il già presente siluro pesante Tp 62. La sala siluri è adiacenti al Multi Mission Portal: locale che ospita i sommozzatori con il loro equipaggiamento e veicoli unmanned. Ai lati di questo spazio ci sono poi altri tubi siluri minori. Il Multi Mission Portal dona ai sottomarini svedesi A26 enorme versatilità potendo da lì gestire missioni speciali sia di offesa che di difesa.

Per Lars Tossman, Presidente e Responsabile Business Area di Saab Kockums, gli investimenti sono molti e serve tempo ma ne vale la pena:

“Abbiamo un cantiere moderno che può produrre navi, sottomarini, ecc… Investiamo in macchine, infrastrutture, edifici e cose del genere. Parallelamente si rivalutano le competenze. Non si tratta solo di assumere buoni ingegneri, buoni operai nei cantieri navali; si tratta di riformulare ogni cosa.”

I sottomarini svedesi A26 sono unità su cui la Marina svedese punta molto. Non tutto il male viene per nuocere: i ritardi nelle consegne hanno permesso il potenziamento di questi battelli e nutrito le ambizioni della Svezia
Il Multi Mission Portal di un sottomarino A26 (photo: SAAB)

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