venerdì, 29 Maggio, 2020

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Navi a comando remoto, tra sperimentazioni e prime commesse

Le navi a comando remoto sono un importante passo avanti in campo navale per evitare situazioni rischiose e per navigare in zone particolarmente complesse. L’imbarcazione sperimentata a Pechino, lunga circa 13 m e caricata per scopo dimostrativo con un container di prova, ha compiuto la circumnavigazione dell’isola di Dong Ao, provincia di Guangdong, guidata da un team di tecnici e ingegneri che, da remoto, hanno testato i vantaggi e le difficoltà della guida autonoma. La barca, chiamata “Jin Dou Yon o Hao”, alimentata con motori elettrici con i quali ha navigato ad una velocità di circa 8 nodi, rappresenta un primo importante passo verso la navigazione autonoma, ormai sempre più analizzata e studiata. Contemporaneamente, nella corsa Cinese nel settore shipping, è stata commissionata la prima unità per il trasporto merci autonoma. Si tratta di una portacontainer con capacità di 300 t, la cui costruzione inizierà nei prossimi mesi e la cui consegna è prevista per fine 2021. La nave verrà impiegata per il trasporto di container tra le varie isole Cinesi.

Commessa della prima portacontainer a guida autonoma (Fonte:FaroDiRoma)

La corsa all’utilizzo delle navi a comando remoto venne avviata pochi anni fa dalla cantieristica navale della Norvegia. Paese nel quale molti collegamenti tra i fiordi avvengono su navi a comando remoto e dati i limiti della trasmissione di segnala a distanza attualmente presenti, la navigazione tra i fiordi rappresenta una soluzione di facile adozione.

L’utilizzo delle navi a comando remoto risulta vantaggioso dal punto di vista economico in quanto la spesa totale di gestione di un’unità è stimata circa il 20% inferiore rispetto al caso di guida con equipaggio. Un altro vantaggio è sicuramente quello relativo alla sicurezza. Infatti spesso le rotte commerciali transitano in zone con condizioni meteomarine particolarmente avverse o in zone con alto rischio pirateria.

Se da una parte la tecnologia compie passi da gigante, d’altra parte viene trascurato il fattore umano, trascurando il numero ingente di marittimi e del personale specializzato che presta servizio su di un’imbarcazione e che va a formare l’equipaggio. Equipaggio che diviene un insieme di segnali elettronici nel caso delle navi a comando remoto e che presto risulterà essere un problema concreto con il quale confrontarsi, dato che la cantieristica Cinese ha già in serbo la commissione di circa 550 unità a comando remoto nel prossimo decennio.

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Giuseppe De Fraiahttp://Fraia
Ho sempre amato e ammirato il mare. Contemplando il mare ne ho fatto un esempio di vita, la sua continuità, la sua tenacia, il suo apparente adattamento ad un involucro esterno ma la forza con la quale irrompe gli schemi di contenimento, hanno tracciato la mia rotta. La logica, la curiosità e la scienza sono i mezzi che mi permettono di adempiere alla mia passione per le navi ed il mare.