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Muga dhambi: scoperto il corallo gigante nella Grande barriera corallina

Appartiene alla Grande barriera corallina il gigantesco corallo Muga dhambi scoperto dai sommozzatori australiani. Ricercatori e scienziati hanno studiato da vicino il grande corallo già avvistato anni fa ma rimasto nell’ombra

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Al largo delle coste dell’isola Orpheus Island, in Australia, i sommozzatori che partecipano al progetto “citizen science” trovano Muga dhambi. Il corallo gigante era già stato avvistato tempo fa da pescatori e studiosi ma nessuno lo aveva ancora studiato da vicino. Le ricerche effettuate e pubblicate sulla rivista Scientific Reports, contribuiranno ad aumentare le nostre conoscenze riguardo i coralli.

La scoperta di Muga dhambi: un corallo di 400 anni!

L’avvistamento del corallo avviene al largo della costa di Goolboodi, il nome indigeno di Orpheus Island, nel Queensland. Ad osservare da vicino Muga dhambi è un gruppo di sommozzatori impegnati in un progetto di ricerca chiamato “citizen science”.

Pare che l’enorme corallo abbia circa 400 anni, più precisamente la comunità scientifica ne data la generazione tra 421 e 438 anni fa. Muga dhambi ha allora visto l’esploratore James Cook, assistito alla colonizzazione dell’Australia, esisteva alla nascita di Charles Robert Darwin e del termine “biologia”.

L’importanza del corallo Muga dhambi per l’ecosistema

Scienziati e membri della comunità che partecipano al progetto “citizen science” hanno studiato e misurato le dimensioni del corallo. È largo 10,5 metri e alto 5,2 metri, quasi quanto un autobus a due piani. Ha una forma più o meno emisferica e appartiene al genere Porites. Ancora non è nota con esattezza la specie del corallo, questo perché ancora gli studiosi non hanno completato i test genetici.

Al largo delle coste dell’isola Orpheus Island, in Australia, i sommozzatori che partecipano al progetto “citizen science” trovano Muga dhambi. Il corallo gigante era già stato avvistato tempo fa da pescatori e studiosi ma nessuno lo aveva ancora studiato da vicino. Le ricerche effettuate e pubblicate sulla rivista Scientific Reports, contribuiranno ad aumentare le nostre conoscenze riguardo i coralli.
Photograph: Richard Woodgett

Adam Smith, che copre il ruolo di Adjunct associate professor presso la James Cook University, è anche il Managing director of Reef Ecologic. Secondo Adam Smith, anche se Muga dhambi non è il corallo più grande del mondo, ha comunque un ruolo significativo per l’ecosistema. Muga dhambi è infatti abitato da molti esservi viventi tanto che ricorda al professore un insieme di abitazioni sottomarine:

“È come un blocco di appartamenti. Attrae altre specie. Ci sono altri coralli, ci sono pesci, altri animali tutti intorno che lo usano come rifugio o per nutrirsi, dunque è abbastanza importante per loro.”

Il corallo Muga dhambi è stato per anni addirittura ignorato!

Anche se pescatori e ricercatori locali erano già a conoscenza del corallo, lo studio recente ha comunque un grande valore. La James Cook University possiede una stazione di ricerca proprio sull’isola di Orpheus ed ha prodotto 600 articoli scientifici che trattano di coralli, pesci e alghe locali. Nessuno aveva ancora approfondito la questione, né tantomeno qualcuno si è avvicinato negli anni al corallo gigante.

Per Adam Smith, dai primi avvistamenti fino a pochi giorni fa, nessuno ha dato al corallo gigante la giusta attenzione. Nessuno ha condiviso immagini o documenti a riguardo, ecco perché Muga dhambi è rimasto per anni nell’ombra.

“È un po’ come trovare una sequoia gigante nel mezzo di un giardino botanico”

Per Adam Smith, dai primi avvistamenti fino a pochi giorni fa, nessuno ha dato al corallo gigante la giusta attenzione. Nessuno ha condiviso immagini o documenti a riguardo, ecco perché Muga dhambi è rimasto per anni nell’ombra.
Photograph Richard Woodgett

La priorità è proteggere la Grande barriera corallina dai cambiamenti climatici

La comunità scientifica chiede di monitorare il corallo gigante Muga dhambi e in generale di proteggere la Grande barriera corallina. I cambiamenti climatici minacciano costantemente e con forza sempre maggiore gli ecosistemi. Continuando in questo modo ci aspettano solo catastrofi a cui non siamo preparati, ecco perché risulta fondamentale l’impegno di tutti.

La Nasa, a tal proposito, rende disponibile una mappa interattiva che mostra il livello dei mari previsto fino al 2150. Oltre a fornire immagini sull’innalzamento del livello del mare nei prossimi decenni, lo strumento permette di concentrarsi sugli effetti dei diversi processi che determinano l’innalzamento del livello dei mari. Questi processi includono lo scioglimento dei ghiacciai e la modalità con cui le acque oceaniche variano per circolazione e riscaldamento. Facile ed intuitivo, il tool permette a chiunque di comprendere cosa ci aspetta nel futuro.

Ad aggiungersi alla drammatica risposta dell’ambiente dopo anni e anni di sconsiderato sfruttamento delle risorse naturali, è ancora la condotta umana. La pesca eccessiva e lo sviluppo delle comunità costiere rappresentano un grande pericolo per i coralli e gli esseri viventi che li abitano.

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