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Le future BMD giapponesi: svelati alcuni importanti dettagli

Preoccupato principalmente dalla Corea del Nord, il Giappone rivaluta le proprie difese e si prepara al peggio. Un ruolo fondamentale per la sicurezza nazionale riveste la flotta nipponica che attende con trepidazione le nuovissime navi ASEV BMD

Categorie Navi Militari · News · Nuove costruzioni

Sappiamo qualcosa in più riguardo le future BMD giapponesi: tra le altre cose, il progetto mostra molta attenzione verso le condizioni dell’equipaggio impegnato in lunghe missioni. La Corea del Nord è una costante minaccia e l’intero piano di difesa nazionale va rivisto. La flotta giapponese si prepara a ricevere nuove unità con le quali scoraggiare attacchi o affrontare gli scenari peggiori.

Le future BMD giapponesi sono una necessità

In un recente articolo abbiamo parlato del sistema Aegis, lo scudo della flotta NATO. Aegis System è già impiegato dalla US Navy e molte altre nazioni sono interessate ad ottenerlo tra cui Spagna, Corea del Sud e appunto Giappone. Il Paese ha puntato molto su tali strategie difensive da quando la minaccia della Corea del Nord non può essere presa sottogamba. Negli ultimi tempi, inoltre, la marina militare cinese ha aumentato la propria attività nel Mar Cinese Orientale portando a tensione crescente.

Il Paese del Sol Levante è così costretto a potenziare rapidamente la propria flotta e lo farà anche grazie alle future BMD giapponesi. La sigla sta per “Ballistic Missile Defense” ed indica navi da guerra in grado di contrastare attacchi per mezzo di missili balistici. Le navi avranno una lunghezza di 210 metri e una larghezza pari a 40 m. Con un dislocamento di 20.000 tonnellate potranno ospitare circa 110 persone. Le navi ASEV (Aegis System Equipped Vessel) dovrebbero essere commissionate nei prossimi anni: la prima verso marzo 2028 mentre la seconda nel mese di marzo 2029.

Molta attenzione per gli equipaggi delle future BMD giapponesi

Il ministro della Difesa Yasukazu Hamada motiva le ragioni di una nave così grande:

“Il motivo è quello di garantire la navigabilità, di essere in grado di operare in condizioni meteorologiche avverse, di migliorare la vita a bordo dell’equipaggio per missioni offshore a lungo termine e di essere espandibile per affrontare veicoli ipersonici in futuro”.

A bordo delle future BMD giapponesi il comfort è seriamente preso in considerazione. Come si evince dalle parole del ministro Yasukazu Hamada, l’equipaggio dovrà affrontare missioni molto impegnative e tenere alto il morale sarà indispensabile. Tutti i membri dell’equipaggio avranno cabine private nonostante la grande richiesta in termini di spazio. La stazza dona all’unità più l’aspetto di una nave civile che di un mezzo da guerra ma alcuni giustificano il progetto affermando che le dimensioni servono anche per ospitare i sistemi radar della Lockheed Martin.

Alcuni dettagli sull’armamento, strategie e schieramento

Il compito principale di queste navi sarà quello di sostituire i cacciatorpedinieri che al momento vigilano attenti sulle mosse della Corea del Nord ma anche di rispondere adeguatamente all’espansione marittima cinese. Quanto detto giustifica la scelta di concentrarsi sulla difesa da attacchi balistici piuttosto che potenziare la nave contro sottomarini e aerei.

La nave avrà a bordo missili SM-6 per affrontare missili da crociera e missili anti-nave, nonché una versione migliorata del missile Type 12 per la guerra di superficie con una portata di circa 1.000 km. Purtroppo l’unità resta esposta ad eventuali attacchi sottomarini. Questa considerazione è fondamentale e sicuramente non è sfuggita ai Giapponesi: che stiano pensando ad un progetto completamente nuovo e mai visto? Per la risposta ci occorre attendere.

Sappiamo qualcosa in più riguardo le future BMD giapponesi: tra le altre cose, il progetto mostra molta attenzione verso le condizioni dell’equipaggio impegnato in lunghe missioni. La Corea del Nord è una costante minaccia e l’intero piano di difesa nazionale va rivisto. La flotta giapponese si prepara a ricevere nuove unità con le quali scoraggiare attacchi o affrontare gli scenari peggiori.
Rappresentazione dell’unità equipaggiata col radar SPY-7 (photo: Lockheed Martin)

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