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Dilbar: è stato sequestrato dalle autorità tedesche?

Lo yacht Dilbar, del miliardario russo Alisher Usmanov è stato segnalato come sequestrato, poi seguito da una smentita. Cos'è successo?

Categorie Guerra Russia-Ucraina · Lusso in mare

Il Dilbar, lo yacht del magnate russo Alisher Usmanov, nei cantieri navali Lürssen, parte dei cantieri Blohm & Voss, sembrerebbe essere stato sequestrato nei giorni scorsi. Il motivo sarebbe da ricercare nell’applicazioni delle sanzioni alla Russia richieste dall’Unione Europea in seguito all’invasione dell’Ucraina. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, i cantieri Blohm & Voss si dichiarerebbero estranei alla vicenda.

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Lo yacht Dilbar a Port Hercules, Monaco. Fonte: Wikimedia Commons

La vicenda

La testata giornalistica Forbes è stata la prima a parlare della vicenda. Tutto sarebbe scaturito dal fatto che lo yacht Dilbar in questi giorni si trovava nei cantieri navali Blohm & Voss di Ambugo in Germania per dei lavori di riammodernamento in corso da Ottobre. Secondo quanto viene riportato dalla testata, i lavori di riammodernamento dello yacht sarebbero stati interrotti mercoledì. Da lì tre fonti differenti avrebbero comunicato alla testata Forbes che lo yacht Dilbar sarebbe stato sequestrato dalle autorità tedesche. Come ogni stato federale, vi sono due autorità nel Land di Amburgo che potrebbero far valere la decisione presa dall’Unione di sanzionare il magnate russo. Infatti, vi sono sia le autorità federali doganali che le autorità economiche del Land e città di Amburgo che potrebbero procedere al sequestro.

Lo yacht Dilbar a Barcellona. Fonte: Wikimedia Commons

A quanto comunicato direttamente dall’autorità economica del Land, non è loro compito compiere attività come questo sequestro. Secondo quanto raccontato dalla stessa autorità, gli unici ad avere il potere di rifiutare l’uscita dal porto dello yacht sarebbero le autorità doganali federali tedesche. Infatti questi ultimi dovrebbero fornire, in caso questo yacht dovesse chiedere l’autorizzazione a lasciare il porto della città, la liberatoria all’esportazione dello yacht. Secondo quanto riportato dalla stessa organizzazione, nessuno yacht può lasciare il porto di Amburgo senza l’esplicita approvazione dalle autorità federali. Inoltre, lo yacht potrebbe essere sequestrato solo se la proprietà può essere ricondotta esplicitamente a uno dei miliardari russi sanzionati. Inoltre, è stato aggiunto che può venir sequestrato solo se anche gli altri beni del suddetto miliardario dovessero venire sequestrati.

Il Dilbar

Lo yacht Dilbar è uno dei più grandi yacht al mondo. Infatti secondo il sito internet del costruttore del Dilbar, Lürssen, sarebbe il più grande al mondo per stazza, con le sue 15917 tonnellate. La sua storia comincia nel 2015 quando viene varato il 14 di novembre. È poi entrato in servizio già nel 2016. Secondo i dati del 2020 ha perso il primato di yacht più grande al mondo, in quanto superato sia in lunghezza che in stazza. Si tratta di uno yacht a scafo dislocante lungo 156 metri. Ha una larghezza di 23.5 metri. Il suo scafo è in acciaio, con la sovrastruttura in alluminio per risparmiare peso. La sua velocità massima è di 22.5 nodi, mentre la sua velocità di crociera è leggermente più bassa, a 18 nodi.  La proprietà dello yacht è di una società con sede alle Cayman, dove è anche registrato.

Questo yacht come si può immaginare è l’apogeo del lusso. Infatti, il Dilbar ha la piscina più grande mai montata su uno yacht e probabilmente una delle più grandi piscine su un’imbarcazione. Infatti la piscina è lunga 25 metri, e secondo i costruttori può tenere fino a 180 metri cubi di acqua. I ponti sono realizzati in teak, materiale utilizzato per la costruzione di imbarcazioni da duemila anni. Questo in virtù della sua straordinaria resistenza all’acqua. Il disegno degli interni è opera del designer inglese Andrew Winch, insieme alla sua azienda Winch Design. Secondo quanto dichiarato dai costruttori, sarebbe riccamente decorato da materiali pregiati all’interno. L’esterno si deve invece a Espen Oeino, architetto navale francese. La costruzione è avvenuta rispettando tutti i criteri SOLAS e del Lloyd’s Registry.

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