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La classe Zumwalt: come rendere invisibile una nave?

Un viaggio nella tecnologia stealth applicata al mondo navale, in particolare alla USS Zumwalt, capoclasse di un nuovo tipo di navi invisibili tanto da essere “50 volte più difficili da individuare di un cacciatorpediniere tradizionale”

Quando pensiamo alle navi, ci viene in mente di tutto, tranne che siano “invisibili”. Durante la Prima Guerra Mondiale, per rendere le navi meno visibili all’occhio umano, che era l’unico modo per vedere una nave nemica, si sviluppò la livrea mimetica “dazzle” che impediva all’osservatore di determinare la classe e la direzione della nave. Questo è stato un passo verso la tecnologia stealth e verso la classe Zumwalt.

La mimetica dazzle. Credits: Enciclopedia britannica, 1922

Questo tipo di mimetizzazione divenne inutile col progredire della tecnica. Tant’è che negli anni della Seconda guerra mondiale non si vide quasi più questo tipo di mimetica, in quanto gli aerei da ricognizione, i radar e i sonar erano molto migliorati nel corso degli anni.

Tecnologia stealth vs radar

Dato il sempre maggior uso dei radar per trovare una nave, si è delineata la necessità di rendere le navi invisibili al radar. I radar usati nel mondo navale hanno onde perlopiù orientate parallelamente al mare: radar montati su nave e radar di missili anti nave, come il Tomahawk, che vola ad un’altitudine di 30-50m dalla superficie. Vista la bassa altezza di questi sistemi radar, le onde possono essere approssimate come parallele alla superficie.

Il concetto di invisibilità ai radar è molto semplice: bisogna evitare che le onde radio tornino al ricevitore. Questo significa evitare due tipi di forme: le linee verticali e di creare inavvertitamente un corner reflector, un particolare tipo di riflettore radar composto da tre superfici mutuamente ortogonali.

La classe Zumwalt e la tecnologia stealth

Per raggiungere questi obbiettivi di design, la Zumwalt ha uno scafo campanato, che si restringe sopra alla linea di galleggiamento, invece di essere come le navi a cui siamo abituati, in cui le murate sono verticali. Per evitare di rischiare di avere una nave con bassa rilevabilità ma con un armamento che la renda rilevabile, anche i gruppi d’arma sono coperti, quando inutilizzati, così da non renderli rilevabili.

Zumwalt tecnologia stealth
Uss Zumwalt e USS Michael Monsoon in navigazione. Credits: US Navy

Anche il tipo di materiale, soprattutto per le sovrastrutture, è importante. Difatti, l’acciaio di cui sono fatte la maggior parte delle navi, come molti metalli, ha la caratteristica di essere molto riflettente, sia alle onde radio che al visibile. Anche se per il visibile si può ovviare al problema con le vernici, nelle prime due navi della classe si è deciso di usare un materiale composito per avere un materiale radar-assorbente. Successivamente è stato deciso di tornare indietro con la terza nave della classe (Lyndon B. Johnson) a una sovrastruttura in acciaio, più economica.

Rendere una nave invisibile anche ad altri sistemi di rilevazione

Una nave, però, non può essere solo invisibile ai radar, che sono solo una delle tecniche di rilevazione militare. Una nave, per essere realmente invisibile, non deve eesere rilevata tramite l’utilizzo di altre tecniche di rilevamento.

Partiamo dal sistema di rilevazione più semplice in assoluto, l’occhio umano. Per quello, le navi di classe Zumwalt hanno la colorazione tradizionale delle navi da guerra americane: colore grigio chiaro che permette una minore visibilità. Oltretutto, il profilo della nave, soprattutto la prua “invertita”, abbassa la resistenza d’onda, creando meno scia dietro alla nave, rendendola meno individuabile, nonché più idrodinamica.

Zumwalt tecnologia stealth
La uss zumwalt a pearl harbour, 2019. Credits: US Navy

Per ridurre le tracce termiche infrarosse, nella zona del fumaiolo viene incanalata dell’aria fredda, così da ridurre la temperatura dei gas di scarico e diminuire l’emissione infrarossa. Inoltre, vista la forma della nave, anche lo sciabordio dell’acqua sulle fiancate della nave aiuta ad abbassare l’emissione infrarossa. Infine, per quanto riguarda la traccia acustica, sarebbe dello stesso ordine di grandezza dei sottomarini classe Los Angeles.

A cura di Alessandro Mantani

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