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Canopée sarà la nave cargo per i lanciatori Ariane 6

Come fanno a traportare i lanciatori spaziali? La risposta è: con enormi navi cargo. L'Ariane Group ha affidato questo compito alla Canopée.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha deciso di affidare ad Alizés, una joint-venture nata dalla collaborazione tra Jifmar offshore e Zephyr & Borée, l’incarico di progettare e costruire una nave, chiamata Canopée, per il trasporto dei vettori Ariane 6. La Canopée, una nave Ro-Ro, è stata sviluppata in cooperazione con la VPLP Design e avrà il compito di trasportare i lanciatori europei da Bremen, Rotterdam, Le Havre e Bordeaux a Kourou, nello spazioporto della Guyana Francese. Nel mondo nautico, con Ro-Ro (Roll-on/Roll-off) s’intende un’imbarcazione pensata per il trasporto di veicoli gommati o di carichi disposti su pianali, caricati e scaricati con veicoli a ruote.

Canopée nave Ariane 6

La nave Canopée per l’Ariane 6 attenta alla sostenibilità

Non è un segreto che, ormai, la Terra è un pianeta sempre più inquinato. Il progresso scientifico, che mira ad un miglioramento della qualità della vita, non può non curarsi della sostenibilità ambientale. Infatti, nel progettare e costruire la Canopée, si è posta molta attenzione sulla riduzione di emissioni inquinanti.

“Alla luce delle attuali sfide ambientali, urge portare avanti il modello energetico del trasporto marittimo […]. Siamo orgogliosi di far parte di questa prima nave da carico a vela! “,

Jean-Michel Berud, presidente della Jifmar Offshore Services

Il team di giovani architetti, ingegneri e designers della VPLP Design, dunque, per fronteggiare i problemi d’inquinamento, ha equipaggiato la nave con quattro vele alari di 375 m² e 30 m di altezza ciascuna. Queste sono chiamate OceanWings, saranno associate ad un sistema di rotte navali e per svilupparle è stata costituita una nuova società, l’Ayro. Le quattro vele e i suoi motori a doppia alimentazione, a MDO (gasolio marino) e GNL (gas naturale liquefatto), permetteranno una riduzione dell’emissioni di gas serra di più del 30% e un risparmio fino a 7200 tonnellate di  ogni anno.

Queste saranno le specifiche principali, ma ogni aspetto della struttura è stato studiato appositamente per minimizzare il suo impatto ambientale. Ad esempio, uno scafo adatto alla propulsione ibrida, un’aero-idrodinamica ottimizzata, eliche a passo variabile e pannelli solari per coprire il fabbisogno elettrico a bordo della nave.

Canopée nave Ariane 6

Dalle regate nautiche al trasporto di lanciatori

Questo progetto è il frutto di un lungo periodo di gestazione iniziato con la vittoria nella Coppa America del 2010. Questa esperienza ha lasciato Marc Van Peteghem, cofondatore della VPLP Design, con la ferma convinzione che l’esperienza maturata nel mondo delle regate nautiche potesse essere applicata all’innovazione del trasporto marittimo. Questo, infatti, come da lui stesso affermato:

“Si trova ad affrontare nuove sfide, perché da solo è responsabile del 5% dei gas serra, una cifra destinata a raddoppiare entro il 2050”

La nave sarà costruita in un cantiere europeo ancora da selezionare. Sarà lunga 121 metri e larga 23 metri e viaggerà con una velocità di crociera di 16.5 nodi. Oltre le attenzioni sulle emissioni inquinanti, dovrà rispettare specifiche di costruzione complesse. Ci sono dei requisiti tecnici dettati dal trasporto del lanciatore Ariane 6 ma anche i vincoli nautici legati all’accesso al porto di Pariacabo, nella Guyana francese.

Nel 2022, la Canopée dovrebbe vedere la luce. Questo progetto è la prova di come sia possibile far collaborare due realtà tanto distanti come mare e spazio e come, da questo connubio, si possa sempre più progredire nell’ingegneria navale, sempre più improntata alla sostenibilità.

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Andrea Baglierihttp://spacecue.it
Laureato alla triennale di ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, dove sta continuando a studiare per conseguire la laurea magistrale in sistemi propulsivi. E' un membro del team studentesco di vela del Politecnico, il Polito Sailing Team. È appassionato di scienza, spazio e sport.