venerdì, 29 Maggio, 2020

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Brigantes: la portacontainer ad emissioni zero

La rivoluzione ecosostenibile del trasporto merci passa per il recupero di una nave del 1911 diventato il primo cargo ecologico a vela: buon vento Brigantes!

Ogni prua ha la sua storia

Di vite questa prua ne ha vissute ben 3, solcando i mari per ben oltre un secolo. La sua storia inizia nel 1911, in Germania, il veliero “Meta” in ferro e lungo 30 metri viene utilizzato per il trasporto di merci. Nel 1920 arriva in Francia come bottino di guerra, supera indenne entrambe le guerre mondiali e raggiunge l’Italia negli anni 30, dove vengono apportate modifiche alla nave e viene ribattezzata “Onice” , montato un motore nuovo e così l’apparato eolico scompare. Intorno gli anno 90 però, scompare anche lei dai mari, viene ormeggiata tra le banchine di Ronciglio del porto di Trapani, fino al 2016, data di inizio della sua terza vita, ribattezzata come “Brigantes”.

Onice ormeggiata al porto di Trapani
credit: Brigantes.eu

Un passo indietro per andare avanti

Nel 2016, per salvarla dalla demolizione, un gruppo di investitori, la Brigantes Shipping Company, acquista l’ex veliero per portare avanti un ambizioso progetto: far tornare a navigare il veliero in un progetto del tutto eco-sostenibile! Brigantes è un progetto per combattere l’inquinamento marittimo dovuto alle navi cargo, un concetto del tutto nuovo: una nave da carico a emissioni zero, l’apparato propulsivo di bordo, oltre alle vele, è costituito da un motore elettrico affiancato a un impianto solare/eolico. Il neo-veliero è varato il 30 maggio 2019 momento in cui è tornato a veleggiare insieme a Eye of The Wind, il veliero-gemello già diventato famoso in tutti i mari del mondo.

Eye of the Wild, il veliero gemello di Brigantes
credit: gentedimareonline.it

Le navi cargo sono navi il cui intero carico è costituito da container, sebbene sia una grande comodità per il trasporto marittimo, le emissioni inquinanti navali che ne derivano sono estremamente pericolose: i combustibili utilizzati dalle navi cargo sono oli pesanti ed estremamente tossici, per intenderci:

  • se l’industria del trasporto navale fosse un Paese, si posizionerebbe al sesto posto tra i paese più inquinanti al mondo.
  • le emissioni annuali di anidride carbonica ammontano a 870 milioni di tonnellate
  • il consumo giornaliero di olio pesante di una nave cargo a pieno carico è di circa 300 tonnellate.
  • le più grandi navi portacontainer al mondo emettono emissioni tossiche pari all’intero sistema di trasporto stradale.

Insomma, Brigantes è una rivoluzione eco-sostenibile, una nave a vela che è adibita al trasporto di prodotti biologici e di lavorazione artigianale, emettendo del tutto le emissioni di gas serra.

Il restauro del Brigantes è stato sostenuto dall’aiuto di volontari e dalla vendita a mille euro l’una delle 800 quote societarie; inoltre offre a chiunque l’opportunità di imbarcarsi per imparare come si naviga su un veliero tradizionale, i soli 7 membri dell’equipaggio sono a disposizione per spiegare i segreti delle manovre a vela impiegate per condurre Brigantes in alto mare. Inoltre è possibile imbarcarsi come semplice passeggero pagante e godersi una crociera alternativa ma sopratutto contribuire ad un futuro sostenibile!

Il Team

I protagonisti di questa ambiziosa e straordinaria avventura sono: Oscar Kravina, costruttore e restauratore di
imbarcazioni
e coordinatore del progetto, l’ingegnere tedesco Tobias Blome, perito nautico e consulente navale per aziende del settore marittimo, Daniel Kravina, organizzatore di eventi culturali e amministratore della Brigantes Shipping Company. L’italiano Giuseppe Ferreri, capitano di marina mercantile che ha iniziato la propria carriera proprio a bordo di Brigantes. La progettazione rispetta ed è stata approvata dall’ente di classificazione RINA (registro italiano navale).

credit immagine in evidenza: giornalecittadinopress.it

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Beatrice Italianohttps://marinecue.it
Studentessa di Ingegneria Navale della Federico II. Da qualche anno ho scoperto la passione per il mare e per le costruzioni navali, la scienza e la tecnologia alimentano il mio desiderio di scoprire e studiare sempre più cose.