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Aqaba: un’esplosione in porto lascia 13 morti e 260 feriti

Un'esplosione dalla caduta di un serbatoio di cloro ha causato la morte di 13 persone e il ferimento di altre 260 al porto giordano di Aqaba

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Nel porto di Aqaba, in giordania, si è verificata una fuga di gas Cloro da un container. La nube di cloro ha provocato 13 morti e più di 260 feriti.

I fatti al porto di aqaba

Alle 15.15 di lunedì una nave stava venendo riempita da soli container serbatoi da quanto riportano i media. Il manifesto del trasporto dice che il particolare container che è caduto fosse diretto a Gibuti, un piccolo stato del corno d’Africa tra Eritrea, Etiopia e Somalia. Il serbatoio incriminato era in fase di movimentazione su una gru. Mentre il serbatoio si trovava sospeso, sembra che uno dei cavi d’acciaio della gru si sia spezzato, portando il container a cadere sulla nave. A seguito della caduta il container è esploso o si è forato, rilasciando una quantità di gas cloro tra le 25 e le 30 tonnellate. La tragedia è stata registrata nella sua interezza dalle telecamere a circuito chiuso del porto. Dalle riprese delle telecamere si vede la nube di gas che si espande dalla nave.

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Un’immagine presa dalle telecamere di sorveglianza del porto. Fonte: Almamlaka TV

Appena la notizia si è sparsa, è stato deciso di evacuare la vicina spiaggia di Aqaba, a soli 7 km di distanza dalla tragedia. Questa spiaggia è infatti una nota attrazione turistica, e la nube di cloro rischiava di rendere il conto delle vittime molto più salato. Anche ai residenti della città, sita a 16 km di distanza dal porto, è stato intimato di non uscire di casa e di rimanere con le finestre chiuse, per evitare di respirare il cloro. Questa misura di sicurezza è stata sollevata dopo parecchie ore, quando il rischio di intossicazione è diventato virtualmente inesistente. Dopo l’incidente, è stata dispiegata una squadra della protezione civile del regno di Giordania, per effettuare la bonifica del luogo. Inoltre, il primo ministro della Giordania è andato a visitare uno degli ospedali con le vittime dell’incidente. Una investigazione è stata iniziata.

Il cloro

Il cloro è un gas giallastro, molto più pesante dell’aria. Infatti, nelle riprese delle telecamere di sorveglianza si nota come il gas si alzi con la forza dell’esplosione, ma poi torni subito verso terra. Il cloro, pur essendo un gas molto velenoso, ha molte applicazioni. Infatti, è un potente ossidante, sbiancante e disinfettante (per questo viene utilizzato nelle piscine). Il cloro è un gas molto velenoso, tanto che nella prima guerra mondiale è stato usato come arma chimica. Allo stato gassoso, il cloro attacca il sistema respiratorio, la cute e gli occhi. Il gas può essere rivelato mediante sistemi di rivelazione già a una concentrazione di 0.3 parti per milione (ppm). Inoltre, grazie al suo odore caratteristico, lo si può rivelare attraverso l’olfatto a concentrazioni leggermente più alte, attorno alle 2 ppm. I primi effetti dell’intossicazione da cloro si raggiungono già a 30 ppm.

Un’ampolla di cloro. Fonte: Wikimedia Commons

A questa concentrazione, il cloro comincia a reagire con le mucose del sistema respiratorio. A questa concentrazione, reagisce con l’acqua nei polmoni a creare acido cloridrico (HCl) e acido ipocloroso (HClO). Inoltre, a questa stessa concentrazione, nell’intossicato comincia a verificarsi i primi effetti, quali tosse e vomito. A concentrazioni più alte, già a una concentrazione di 60 ppm, comincia ad esserci il danneggiamento dei polmoni. La concentrazione letale è data come 1000 ppm, in quanto bastano poche boccate d’aria per uccidere. Il livello tossico di concentrazione di questo gas per un’esposizione di 15 minuti è già attorno alle 10 ppm. Per questa stessa durata, è raccomandato non essere esposti a una concentrazione di cloro superiore ai 0.5 ppm, quindi più basso della concentrazione per cui si possa annusare il cloro.

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