Coralli delle profondità: la loro riproduzione potrebbe aiutare a ripristinare gli ecosistemi marini

coralli dei fondali, ecco come cambiano il mare (Canva Foto) - www.marinecue.it
Nelle acque gelide del fiordo di Comau, in Patagonia cilena, si trova un ecosistema straordinario.
Questo habitat unico funge da laboratorio naturale per lo studio dei coralli di profondità. Qui, il Desmophyllum dianthus, una specie che solitamente abita a migliaia di metri sotto la superficie, vive a soli 30 metri di profondità grazie alla peculiare stratificazione dell’acqua. Questo fenomeno offre ai ricercatori un’opportunità unica per osservare da vicino il ciclo vitale di questi organismi, il cui studio sarebbe altrimenti estremamente difficile.
Nel giugno 2024, un team internazionale di scienziati ha prelevato alcuni campioni di D. dianthus per condurre esperimenti in laboratorio. Dopo settimane di osservazione, i coralli hanno dato vita a un evento straordinario: la riproduzione spontanea in condizioni controllate. Le femmine hanno rilasciato centinaia di piccole uova arancioni, mentre i maschi hanno espulso nuvole lattiginose di sperma, consentendo la fecondazione. Questa scoperta rappresenta un passo avanti nella comprensione della riproduzione dei coralli di profondità.
Gli esperimenti hanno rivelato che, a differenza dei coralli tropicali, le specie di profondità non sincronizzano la riproduzione su larga scala. La fecondazione avviene anche con concentrazioni di sperma molto basse, suggerendo che le larve possano disperdersi su lunghe distanze e colonizzare nuovi habitat. Questo meccanismo adattativo potrebbe spiegare la loro capacità di sopravvivere in ambienti estremi e scarsamente popolati.
Le barriere coralline di profondità sono fondamentali per la biodiversità marina, ma spesso vengono trascurate rispetto a quelle tropicali. Ospitano numerose specie di invertebrati e pesci, contribuendo ai cicli del carbonio e dell’azoto negli oceani. Tuttavia, queste strutture millenarie sono sempre più minacciate dall’attività umana, come la pesca a strascico e l’estrazione mineraria dei fondali.
Implicazioni per la conservazione
Comprendere il ciclo vitale dei coralli di profondità potrebbe aiutare a sviluppare strategie per la loro protezione. La possibilità di osservare la loro riproduzione in laboratorio offre agli scienziati un’opportunità senza precedenti per studiare i primi stadi di vita di questi organismi e valutare come le condizioni ambientali influiscano sul loro sviluppo. Questo potrebbe portare alla creazione di nuove aree marine protette e a regolamenti più severi per limitare l’impatto umano sugli ecosistemi di profondità.
Le future ricerche si concentreranno anche sulle capacità di adattamento di D. dianthus ai cambiamenti climatici. L’acidificazione degli oceani e l’aumento delle temperature minacciano la crescita dei coralli, compromettendo la loro capacità di costruire scheletri calcarei. Capire come questi organismi rispondano a tali pressioni ambientali sarà cruciale per prevedere il loro destino nei prossimi decenni.

Uno sguardo al futuro
La scoperta della riproduzione controllata di Desmophyllum dianthus segna un traguardo significativo nella biologia marina. Oltre a migliorare la nostra comprensione della loro ecologia, apre nuove prospettive per il ripristino degli ecosistemi danneggiati. Se si riuscisse a coltivare coralli di profondità in laboratorio e reintrodurli in aree degradate, si potrebbe contrastare la perdita di biodiversità negli oceani.
Investire nella ricerca sugli ecosistemi profondi è essenziale per garantire la loro sopravvivenza. Gli scienziati auspicano che queste nuove conoscenze possano stimolare politiche ambientali più efficaci e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di proteggere anche le profondità oceaniche, spesso dimenticate.