Questa specie ha un pugno che sembra un missile | Si colpisce anche da sola, ma riesce a non cadere sotto i suoi stessi colpi

Illustrazione di una canocchia pavone (Wikipedia Cédric Peneau FOTO) - www.marinecue.it
Questo animale è straordinario, nessuno si aspetterebbe mai una resistenza del genere. In mare è davvero temuto!
Ci sono specie che, nonostante le dimensioni, sono delle vere macchine da guerra. La prima che mi viene in mente è il gorilla: enorme, muscoloso, e con una forza che può essere fino a 10 volte superiore a quella di un uomo adulto. Eppure è in gran parte erbivoro e spesso pacifico… finché non lo fai arrabbiare.
Poi c’è il coleottero stercorario, che ok, non è proprio minaccioso a vedersi, ma in proporzione al peso può sollevare più di 1000 volte il proprio corpo. Sarebbe come se un umano sollevasse sei autobus. Fa un po’ ridere, ma è impressionante.
Anche il granchio del cocco è un bestione da record: è il più grande artropode terrestre e ha una forza nelle chele capace di spezzare una noce di cocco (da cui il nome) come fosse un biscotto. E non è nemmeno tra gli animali più pesanti!
E che dire del ghepardo? Non è il più muscoloso, ma la potenza delle sue zampe e la struttura del corpo lo rendono il più veloce sulla terraferma. Scatta da 0 a 100 km/h in tre secondi. Roba da Formula 1, ma con la coda.
Il pugile dei fondali
A vederla così, con quel nome buffo e i colori sgargianti, la canocchia pavone sembra uscita da un cartone animato. E invece no: è uno degli animali più tosti in circolazione. Tipo che se fossi un granchio, eviterei di litigare con lei. Questo crostaceo marino, lungo una ventina di centimetri, ha dei veri e propri “pugni” al posto delle braccia, e li usa con una forza che fa impallidire anche i campioni di boxe.
E non è un modo di dire. Il suo colpo può frantumare conchiglie, stordire pesci e, incredibile ma vero, rompere persino il vetro degli acquari. Esistono tante testimonianze video, eppure la domanda sorge spontanea: come fa il suo corpo a resistere?

Un trucco molto “particolare”
Il segreto sta tutto in una sorta di “armatura” naturale che protegge le sue appendici. Gli scienziati la chiamano scudo fononico, e quando la canocchia sferra un colpo, lo fa a una velocità pazzesca: 23 metri al secondo. L’impatto è così forte che crea delle bolle di cavitazione nell’acqua.
Per non autodistruggersi, il crostaceo ha sviluppato una doppia protezione nei suoi “pugni”. Sulla parte esterna c’è uno strato di fibre di chitina, e ciò aiuta a rendere l’impatto più solido e a ridurre il contraccolpo. All’interno, invece, la chitina è arrotolata a spirale e svolge una funzione nell’assorbire e disperdere le onde più pericolose.