Asini, qui hanno trovato un porto immenso custodito dal mare | Era scomparso da migliaia di anni: un tesoro inestimabile

Sito degli scavi ad Asini (Jens Lindström-NMG foto)

Sito degli scavi ad Asini (Jens Lindström-NMG foto) - www.marinecue.it

Il porto sommerso di Asini riemerge dalle acque dopo millenni, svelando antichi segreti e offrendo nuove prospettive sulla storia.

Il mare nasconde storie che aspettano solo di essere raccontate. Ci sono città dimenticate, resti di navi affondate e strutture che un tempo brulicavano di vita e oggi giacciono silenziose sul fondale. Il Mediterraneo, poi, è un vero e proprio museo sommerso: ogni tanto, qualcosa riemerge, offrendo agli archeologi nuove tessere per ricostruire il passato.

Negli ultimi anni, le esplorazioni subacquee hanno portato alla luce scoperte straordinarie. Porti scomparsi, antichi moli, intere infrastrutture che un tempo erano crocevia di commerci e incontri tra popoli diversi. Studiare questi luoghi richiede un mix di tecnologia avanzata e occhio esperto: robot subacquei, droni marini, fotogrammetria… ma anche la pazienza di chi sa che basta un granello di sabbia nel posto giusto per riscrivere la storia.

Molti insediamenti costieri dell’antichità sono stati inghiottiti dal mare, complice il lento innalzamento del livello dell’acqua o eventi catastrofici che hanno modificato il paesaggio in modo irreversibile. Alcuni di questi posti sono stati abitati per secoli prima di sparire sotto la superficie, lasciando dietro di sé solo frammenti di un passato che si cerca di ricostruire pezzo dopo pezzo.

E proprio in Grecia, in un angolo di mare che da millenni custodisce i segreti delle antiche civiltà, una recente scoperta sta facendo discutere gli esperti. Qualcosa di grosso è venuto alla luce, un ritrovamento che potrebbe cambiare quello che sappiamo su un’importante zona portuale dell’antichità.

Ricerche subacquee rivelano una struttura portuale dimenticata

Nei pressi del sito archeologico di Asini, in Argolide, un team internazionale di studiosi ha riportato alla luce tracce di un antico porto sommerso. L’operazione, che si è svolta tra il 7 e l’11 ottobre 2024, ha confermato l’esistenza di un vasto complesso artificiale, ormai sotto il livello del mare ma ancora sorprendentemente ben conservato.

Questo studio fa parte di un progetto più ampio, avviato nel 2022, che coinvolge istituzioni di alto livello come l’Eforato delle Antichità Subacquee, il Swedish Institute di Atene, l’Università di Stoccolma e l’Università di Göteborg. Gli archeologi hanno usato tecniche avanzate, tra cui la fotogrammetria subacquea, per creare una mappa tridimensionale del sito, rivelando dettagli fino ad ora sconosciuti.

Area degli scavi (Jens Lindström-NMG foto)
Area degli scavi (Jens Lindström-NMG foto) – www.marinecue.it

I resti di un porto che raccontano una storia antica

L’ultima fase della ricerca si è concentrata su un’area di 16 metri quadrati, precisamente nel settore nord-occidentale della struttura. Qui, sotto strati di detriti, gli studiosi hanno individuato blocchi in pietra, elementi architettonici e manufatti in ceramica, tra cui frammenti di anfore e un vaso rotto. Ogni reperto potrebbe essere un indizio per capire quando e da chi fu costruito questo porto.

Le prime analisi suggeriscono che questo scalo marittimo fosse un punto cruciale per i commerci dell’epoca, ma rimane ancora molto da scoprire. Le prossime ricerche si concentreranno sulla datazione precisa della struttura e sul suo ruolo nella rete commerciale dell’antichità. Insomma, il mare ha ancora tanto da raccontare.