Cefali, è invasione di questa specie | Stanno risalendo la corrente come salmoni: Venezia non crede ai suoi occhi

Cefali nei canali

Invasione di Cefali, ecco dove (YouTube Foto) - www.marinecue.it

Le città d’acqua hanno sempre esercitato un fascino particolare sull’immaginario collettivo.

Che si tratti di antichi insediamenti fluviali o di moderne metropoli lagunari, questi luoghi possiedono un equilibrio delicato tra natura e presenza umana. L’acqua non è solo un elemento paesaggistico, ma una componente viva che influenza l’ambiente, la cultura e le abitudini quotidiane.

In molti casi, i corsi d’acqua diventano teatro di eventi sorprendenti, spesso inaspettati. Mutamenti stagionali, condizioni climatiche o interventi umani possono dare origine a fenomeni che sfidano la logica e attirano l’attenzione di residenti e studiosi. Alcuni di questi avvenimenti si ripetono ciclicamente, mentre altri emergono improvvisamente, lasciando domande senza risposte immediate.

La curiosità verso simili episodi è naturale. L’ignoto affascina, il mistero stimola la ricerca di spiegazioni. Di fronte a scenari insoliti, la prima reazione è spesso quella di meraviglia, seguita dal desiderio di comprendere. Il rapporto tra l’uomo e l’ambiente è fatto di osservazione e adattamento, e ogni evento particolare diventa occasione per approfondire la conoscenza degli ecosistemi che ci circondano.

Quando un’anomalia si manifesta in un contesto familiare, la sorpresa è ancora maggiore. Un luogo noto, che segue routine consolidate, può improvvisamente trasformarsi in uno scenario fuori dall’ordinario. E proprio in questi momenti, la città si ferma a osservare, cercando di decifrare ciò che sta accadendo.

Un’inaspettata presenza

Negli ultimi anni, un fenomeno particolare ha attirato l’attenzione di cittadini e studiosi in una delle città più iconiche d’Italia. Un evento che si ripete ciclicamente ma che continua a suscitare stupore, tanto per la sua intensità quanto per le domande che lascia aperte. L’anomalia è stata notata per la prima volta alcuni anni fa, e da allora si ripresenta con cadenza regolare, sempre nello stesso periodo dell’anno.

Negli ultimi anni, durante i mesi invernali, migliaia di cefali stanno invadendo i rii interni di Venezia, risalendo la corrente in modo quasi sincronizzato. Questo fenomeno, osservato per la prima volta nel 2020, si ripete ogni anno tra gennaio e marzo: i pesci si ammassano nei canali minori, creando banchi talmente densi da scurire l’acqua. Gli esperti ipotizzano che i cefali cerchino riparo dai predatori, come i cormorani, o siano attratti dalla temperatura più alta delle acque interne, dovuta agli scarichi urbani. Alcuni suggeriscono anche un possibile effetto dell’attivazione del MOSE, che potrebbe alterare le correnti e influenzare il comportamento dei pesci.

Cefali a in mare
Invasione di Cefali, ecco dove (YouTube Foto) – www.marinecue.it

Comprendere la (folle) situazione

Per comprendere meglio questa manifestazione, è necessario osservare con attenzione i dettagli e analizzare ogni possibile variabile. Le condizioni climatiche, la qualità dell’acqua e le modifiche infrastrutturali sono tutti elementi che potrebbero influenzare la dinamica osservata. La presenza di predatori naturali, il cambiamento di correnti o l’intervento umano possono essere fattori chiave.

Alcuni studiosi stanno esplorando anche il possibile impatto di variazioni stagionali e alterazioni nell’ecosistema urbano. Un’ipotesi particolarmente interessante riguarda la risposta degli organismi a nuovi equilibri ambientali, magari innescati da interventi artificiali o mutamenti nel ciclo biologico di altre specie. Solo ulteriori studi potranno fornire risposte definitive, trasformando il mistero in una nuova conoscenza condivisa.