Pesci, hanno una memoria spettacolare | Se sei solito nuotare nelle stesse acqua, ti riconoscono e vengono a salutare
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I pesci, al contrario di ciò che si pensa, hanno una memoria straordinaria. Che, a quanto pare, si basa proprio sui colori.
Gli animali possiedono una sensibilità straordinaria, che spesso supera quella umana in molti aspetti. Grazie ai loro sensi altamente sviluppati, infatti, riescono a percepire cambiamenti ambientali, stati d’animo, e situazioni di pericolo (con grande precisione). Una capacità che li aiuta a sopravvivere in natura, e a interagire con il mondo che li circonda.
Molti animali dimostrano empatia e affetto nei confronti dei loro simili, compresi gli esseri umani. Cani e gatti, ad esempio, percepiscono lo stato emotivo del loro padrone, reagendo di conseguenza, offrendo conforto e compagnia nei momenti difficili. Persino specie selvatiche, come elefanti e delfini, mostrano comportamenti altruistici e di protezione reciproca.
Ma la sensibilità degli animali non si limita alle emozioni, bensì include anche una straordinaria percezione dei cambiamenti atmosferici e geologici. Alcuni, son addirittura in grado di avvertire terremoti o tempeste in arrivo molto prima degli esseri umani, e grazie alla loro capacità di captare vibrazioni e variazioni di pressione.
Spiccata sensibilità che dovrebbe, dunque, spingerci a rispettare maggiormente gli animali, e il loro mondo. Comprendendo le loro emozioni, e le loro immense capacità percettive, così da costruire un rapporto più armonioso con la natura.
Un’abilità sottovalutata
Quando si parla di animali intelligenti, raramente si pensa ai pesci. Eppure, un recente studio condotto dal Max Planck Institute of Animal Behavior, ha dimostrato che questi animali possiedono capacità mnemoniche sorprendenti. Scoprendo, i ricercatori, che alcuni pesci son in grado di riconoscere i subacquei, e ricordare chi fra loro gli ha fornito cibo in passato. Un risultato che sfida la credenza comune secondo cui i pesci avrebbero, invece, una memoria limitata, e comportamenti esclusivamente istintivi.
Per verificare siffatta capacità, i ricercatori hanno condotto un esperimento in mare aperto, nei pressi di una stazione di ricerca, nel Mediterraneo. In cui una delle scienziate, Katinka Soller, ha iniziato un processo di addestramento indossando una maglietta rossa, e distribuendo cibo ai pesci lungo un percorso prestabilito. Eliminando gradualmente gli elementi distintivi del suo abbigliamento, fino a indossare solo una muta neutra. Per cui, nonostante ciò, alcuni pesci continuavano a seguirla, dimostrando di riconoscerla indipendentemente dal colore della sua attrezzatura. In particolare, due specie: l’Occhiata e la Tanuta, distintesi per la loro capacità di apprendimento, arrivando persino a esser riconosciute, nonché nominate, dai ricercatori.

Riconoscimento fra subacquei
Ma per verificare se i pesci riescono a distinguere i ricercatori, è stato introdotto un secondo subacqueo, Maëlan Tomasek, dall’equipaggiamento simile a quello di Soller. Inizialmente, i pesci seguivano entrambi, ma con il tempo hanno imparato a identificare chi offriva loro il cibo. Tuttavia, quando i due subacquei hanno indossato mute identiche, i pesci non son più stati in grado di distinguerli: suggerendo, quindi, che basano il riconoscimento su dettagli visivi come il colore dell’abbigliamento. Un comportamento che, di fondo, ricorda proprio quello umano: in cui sott’acqua, tende a riconoscersi più per i dettagli dell’attrezzatura, che per i tratti del viso.
Insomma, siffatta ricerca non solo dimostra che i pesci possono riconoscere gli esseri umani, ma apre nuove prospettive sullo studio dell’intelligenza animale. In passato, il riconoscimento individuale era stato osservato solo nei pesci arcieri in cattività. Scoperta, la su detta, tale da suggerirci che molte altre specie potrebbero avere capacità cognitive simili, o anche superiori.