Pesce Remo, molti lo ritengono il portavoce dell’Apocalisse | Gli esperti sostengono sia frutto di superstizioni passate: sarà vero?

Pesci e apocalisse

Una specie di pesce presagio di sventure (Canva/Depositphotos foto) - www.marinecue.it

La superstizione è sempre stata correlata ai fenomeni naturali come principale spiegazione. Il mondo è mutato drasticamente, ma il fascino della mitologia resta intatto

Nei tempi passati, quando non si disponevano strumenti a sufficienza per comprendere l’origine dei fenomeni che avvenivano in natura, delle calamità o dei disastri naturali, l’uomo era solito rivolgersi alle divinità e alla mitologia per fornire una spiegazione adeguata.

Al giorno d’oggi ciò, nella maggior parte dei territori del globo, non avviene più, in quanto l’introduzione di tecniche scientifiche sempre più all’avanguardia hanno reso possibile scoprire i “misteri”, ossia le cause correlate ad un determinato evento.

Se spesso in precedenza queste rimanevano una sorta di “segreto oscuro“, c’è da dire che il fascino che le leggende mitologiche portano con loro viene parzialmente preservato ancora oggi, accostando la spiegazione razionale all’interpretazione mistica o esoterica del caso.

Il mondo dei mari, in questo senso, non è né è mai stato esente da leggende più o meno improbabili. Le tempeste e i naufragi che avvenivano con molta più incidenza nel passato, venivano sempre attribuiti a forze divine o a creature mostruose che abitavano le profondità marine.

Una specie ancora avvolta nella superstizione

Il Pesce Remo, scientificamente noto come Regaleco, è conosciuto per essere uno degli esemplari più peculiari esistenti, dietro al quale aleggia un costante velo di oscurità. Vuoi per il suo aspetto, non proprio rassicurante, vuoi per la difficoltà che gli esploratori dei mari hanno riscontrato quando hanno provato a scovarlo ed immortalarlo, o ancora per via della sua nomea di “porta sfortuna“. Poche settimane fa un esemplare di Regaleco è stato ritrovato lungo la costa messicana, arenato. E se combiniamo questo evento proprio alla sua mistica, è naturale immaginarsi come le persone abbiano da subito potuto interpretare l’avvenimento come un presagio non proprio lieto.

Con la sua lunghezza compresa tra i 7 e i 15 metri, il suo habitat principale sono gli abissi più scuri e profondi, dove raramente l’uomo riesce a spingersi. L’esploratore marittimo Alberto Luca Recchi ha raccontato di aver inquadrato il Pesce Remo unicamente in un’occasione, al largo delle coste filippine, riuscendo ad immortalarlo parzialmente, in modo poco chiaro: il che ha portato Recchi a buttare via la foto, come da sua stessa ammissione nel corso di un’intervista rilasciata a RaiNews.

Rara immagine di un Pesce Remo (Profilo Instagram @chengruwang foto) – www-marinecue.it

La rivoluzione dei metodi scientifici

Ma perché il Pesce Remo è associato alla mitologia oscura? E’ impossibile dare una risposta certa a questa domanda, ma è stato ipotizzato che l’esemplare compisse spostamenti all’interno delle masse d’acqua per cercare riparo dall’aumento delle temperature sottomarine o per via delle correnti: entrambi sono eventi potenzialmente correlati a tsunami e maremoti, il che ha condotto ad un’associazione, come ipotizza lo stesso Recchi.

Quel che è certo è che i tempi sono mutati drasticamente, e per quanto affascinanti le leggende mitologiche sulla storia del mare siano, vale sempre la pena affidarsi alle scoperte scientifiche che ci aiutano a capire la reale natura degli eventi. L’esploratore spiega che se un tempo si fossero udite delle voci o dei canti all’interno delle viscere oceaniche, tutti avrebbero puntato il dito verso la presenza di sirene, a metà tra creature del mare e donne, mentre i rilevatori di oggi aiuterebbero a svelare che si tratti, magari, di megattere canterine.