Parlano “come noi”: il canto delle balene segue le regole del linguaggio umano

Secondo ultime ricerche le balene utilizzano le stesse regole del linguaggio degli esseri umani quando cantano.

Uno dei fenomeni più affascinanti delle profondità oceaniche è il canto delle balene, enormi cetacei che emettono suoni complessi che sembrano formare veri e propri canti, affascinando scienziati e appassionati di tutto il mondo. Le megattere utilizzano il loro canto principalmente per comunicare tra loro, infatti le specie più note per i loro richiami vocali sono le megattere, che producono sequenze di suoni ripetitive e melodiose. Questi canti possono durare diversi minuti o persino ore e si ritiene che abbiano funzioni legate alla riproduzione e alla socializzazione. I maschi, in particolare, usano il canto per attrarre le femmine durante la stagione dell’accoppiamento.

Il canto non ha però solo funzione riproduttiva ma potrebbe servire anche per l’orientamento e la navigazione. Gli oceani sono vasti e privi di punti di riferimento visibili, quindi le balene potrebbero utilizzare i loro richiami per localizzare altre balene, prede o ostacoli. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che questi suoni possano essere un mezzo per rafforzare i legami sociali all’interno dei gruppi.

Un caratteristica di particolare interesse riguardo il canto delle megattere segna la sua evoluzione nel tempo, li scienziati hanno scoperto che i canti delle balene cambiano gradualmente, con nuove variazioni che si diffondono tra le popolazioni. Questo suggerisce un fenomeno di apprendimento e trasmissione culturale simile a quello umano. Ma a causa dell’inquinamento acustico degli oceani, dovuto al traffico marittimo e alle esplorazioni sottomarine, rappresenta una seria minaccia per le balene. I rumori artificiali possono interferire con la loro comunicazione, rendendo più difficile per loro trovare compagni, orientarsi e coordinarsi con il gruppo.

Uno studio recente che è stato pubblicato su Science ha rivelato che i canti delle megattere seguono schemi simili a quelli del linguaggio umano, il che li rende di più facile interpretazione. Questi canti sono composti da elementi sonori che si combinano formando delle vere e proprie frasi, le quali vengono poi ripetute per formare temi, proprio come nel linguaggio umano, dove suoni si combinano in parole, parole in frasi e così via.

I pricipi linguistici del canto delle balene

Il team di ricercatori ha scoperto che la frequenza con cui le diverse “parole” dei canti delle balene si manifestano segue una distribuzione Zipfiana, ovvero un principio linguistico secondo cui le parole più comuni sono usate molto più spesso rispetto a quelle meno comuni. Questo schema rende il linguaggio più facile da interpretare e apprendere, sia per gli esseri umani ma anche per le balene stesse.

L’idea che hanno i ricercatori è quella di applicare metodi linguistici allo studio dei canti delle balene è nata dall’incontro tra Ellen Garland, biologa marina, e Inbal Arnon, psicolinguista. Arnon aveva già sviluppato un algoritmo per analizzare come i bambini segmentano il linguaggio. Applicandolo ai canti delle balene, il team ha scoperto che le sequenze identificate corrispondevano sorprendentemente bene a quelle individuate manualmente da Garland.

Coda di balena (Depositphotos foto) – www.marinecue.it

I risultati dei test effettuati

Dai test eseguiti, inizialmente, i ricercatori temevano che il risultato potesse essere un artefatto dell’algoritmo, ma ulteriori test su dati casuali hanno confermato che il modello era reale. Questo suggerisce, quindi, che il comportamento comunicativo delle megattere si sia evoluto culturalmente per facilitare l’apprendimento, proprio come avviene nel linguaggio umano. Potremmo quindi un giorno capire cosa si dicono questi esemplari molto affascinanti.

Ora, i ricercatori vogliono estendere lo stesso approccio ad altre specie con caratteristiche comunicative complesse, come alcuni uccelli canori. Se dovessero emergere schemi simili, potrebbe significare che questi principi non sono esclusivi del linguaggio umano, ma derivano da leggi biologiche universali, ed un giorno forse si potrà instaurare una comunicazione tra mondo animale e umano.

Mario Liuzzo

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